U.N.L.A. - Centro di Cultura per l'Educazione Permanente  -  SS 106 Palazzo Comunità Montana "Aspromonte Orientale"   -    Bovalino (RC)

Unione Nazionale per la Lotta contro l'Analfabetismo

u.n.l.a. Bovalino

  

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Geografia

 
 
 
Abitanti: 8.450
Superficie comunale: 17,95 Kmq
Altitudine: min. 0 - max 200 metri (fraz. Bovalino Superiore)
Frazioni: Pozzo, Bosco S. Ippolito, Bovalino Superiore
Contrade: Rosa, Felicia, Biviera
Confini comunali: Ardore, Benestare, Casignana
Comunità Montana: Aspromonte Orientale
Distanza dal capoluogo: 90 Km
Distanza dalla montagna: 30 Km da Moleti (Comune di Ciminà) e 32 Km da Bivio per Zervò da Platì
Centri di grande interesse limitrofi: Gerace (dist. 20 Km), Locri (dist. 12  Km), Palazzi di Casignana (dist. 2 Km)

 

 

A chi arriva da Reggio Calabria percorrendo la strada statale 106 jonica, o in treno, la parallela strada ferrata, Bovalino Marina appare, vista da Bianco, in tutto il suo splendore di cittadina copiosamente dotata dalla natura. Si estende in lunghezza tra i torrenti Careri e Pintammati, seguendo la linea della dolce insenatura disegnata dal mare sulla stretta pianura costiera, ricca di oliveti ed agrumeti e che si diparte dalle colline prelitoranee, ultime propaggini dei contrafforti orientali dell’Aspromonte.

Alle spalle della cittadina costiera, su colline dai nomi antichi (Zopardo, Prucidia, Petto d’Adamo, Felicìa, ecc.) sorgono piccoli o piccolissimi insediamenti: fanno corona al centro cittadino e rappresentano la testimonianza di quello che fu un tempo la zona, ricca di architettura rurale spesso interessante per le soluzioni armoniose di un passato a volte non molto lontano. Questi insediamenti collinari, insieme a quelle che circondano il centro,fanno parte del Comune: Pozzo, Bosco S. Ippolito e Bovalino Superiore.

 

Pozzo è un antico borgo  tra la Marina (2 km) e Bovalino Superiore (2 Km), una volta popoloso (circa 550 abitanti) oggi residenza di poco più di 50 famiglie. Famoso fino agli anni Sessanta  per l'artigianato, fu sede di botteghe molto importanti tra le quali vanno annoverate quelle dei ceramisti. Domenico Mittiga (Mastru Micuzzu) padre dell'ex sindaco di   Bovalino prof. Tommaso Mittiga, era il più famoso avendo appreso l'arte dal padre Francesco il quale, prima di partire per gli Stati Uniti, gli aveva affidato la bottega. Questa era ubicata proprio  all'ingresso della frazione, attaccata alla bottega del calzolaio mastro Paolo Codispoti, accanto al bivéri-lavatoio(abbeveratoio per asini, mucche ovini e caprini/lavatoio dove le donne del luogo usavano fare il bucato). Altri ceramisti:   Domenico Mittiga (omonimo), Tommaso Signati, Giacomo Sculli, Giovanni Pulitanò;  calzolai tra i quali mastru Paolo Codispoti, mastru Guglielmo Pelle e Mastru Tury Audino che negli anni '50 partì per il Canada. Ricordiamo ancora le tante maestre del telaio tra le quali (la mamma di Paolo Cacia), Maria Antonia Bartolo,Maria Antonia Rocca in Capogreco, Concettina Macrì, Filomena Audino. Vi erano poi molti i frantoi tra i quali facevano spicco quelli di don Titta Procopio, Lentini, Donna Annuzza Fazzari, De Pascale.  fu sede del Centro di Cultura Popolare dell'UNLA dal 1954 al 1970. In questa frazione venne costituito il complesso musicale "I nuovi Gabbiani". Della frazione vanno ricordati oltre il sindaco, vivente, Tommaso Mittiga, dirigente scolastico, anche l'insegnante Giovanni Audino (assessore comunale †), Giuseppe Signati (assessore comunale) (3.4.1924  † 30.4.1969), il Cav. Pasquale Agostini, maresciallo dei Carabinieri in pensione  (Comandante dei Vigili Urbani al Comune di Bovalino fino al 1971 †) l'insegnante Ferdinando Ceravolo (30.03.1922 † 29.06.1999) già Dirigente UNLA, il maestro muratore Rocco Ceravolo (†).

 

Bosco S. Ippolito si è sviluppata lungo la strada provinciale che, dal bivio in contrada San Nicola, porta a San Luca. Inizialmente era formata da numerose case sparse disseminate nella fertile e coltivatissima pianura delimitata a ponente dalla contrada Fìlici di Benestare ed ai lati nord e sud dai fiumi Careri e Buonamico. Negli ultimi decenni venne sempre più acquistando il carattere del centro urbano organizzato il cui nucleo principale è raccolto intorno alla graziosa chiesetta costruita per iniziativa del parroco francescano Padre Donato al quale i cittadini, per riconoscenza, hanno fatto eregere un busto bronzeo.

 

Bovalino Superiore Su una stretta e lunga piattaforma cretosa delimitata da due valloni, a circa 200 metri sul livello del mare, sorge la vecchia Bovalino, sito già importante nel Medio Evo. Importanza che conservò nel corso dei secoli, fino a quando l’arrivo della ferrovia non determinò il veloce sviluppo della sua marina e quindi il suo lento ed inesorabile declino. Edward Lear, scrittore e paesaggista inglese la definì, ancora alla metà del secolo scorso, "posto di considerevole grandezza". La sua posizione geografica è veramente magnifica. L’abitato domina la sottostante pianura scintillante tra il verde argenteo degli ulivi centenari e quello più cupo impiantati in prevalenza lungo le cimose del torrenti. Quando lo scirocco non cancella con le sue brume i contorni del paesaggio, da lassù si gode un panorama senza confronti. l’occhio spazia da Capo Bruzzano al Castello Medievale di Roccella su tutti i paesi della costa e dell’interno. Dall’altra parte del vallone Soccorso è visibile Ardore Superiore, ormai anch’esso ridotto a piccolo centro, ma non esente della dignitosa bellezza di tutti i paesi collinari. Più in lontananza è visibile la rocca di Gerace. Alle spalle del paese, verso nord, si intravedono gli altipiani Alati e Selvarello, che incombono sulla depressione di Cirella e Platì, coperti di fitta vegetazione mediterranea tanto da apparire da lontano di color verde cupo. Più ad ovest, al di là del torrente Careri, lo spettacolo forse unico, del Gruppo delle Pietre: Pietra Kappa, Pietra Longa, Pietra Castello, Pietre di Febo. Ancora più in lontananza le maggiori cime dell’Aspromonte: Monte Scorda, Monte Cannavì, Montalto (tetto del massiccio), Monte Antenna, Puntuni Galera ed il cono vulcanico di Monte Scapparruni.

 

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