Le riflessioni dell'UNLA sul Festival     Articolo di apertura     Il saluto del sindaco     Breve profilo dei premiati   L'invito
Articolo Filippo Musitano   L'articolo del prof. Pino Italiano   L'articolo di Simone Pasquale Alliva

Domani sera la manifestazione del 2° Festival della Memoria e ell'Identità
Serata conclusiva del 2 agosto 2013          I giudizi su facebook

Le foto della serata

L'UNLA AL NASTRO DI PARTENZA PER ORGANIZZARE IL 2° FESTIVAL DELLA MEMORIA E DELL'IDENTITA'
Saranno assegnate sette targhe a bovalinesi alcuni dei quali ancora viventi

 

 

Bovalino 15 maggio 2013

(Domenico Agostini) - L’UNLA di Bovalino è al nastro di partenza per l’organizzazione del 2° “Festival della Memoria e dell’Identità” che sarà proposto nella prima decade di agosto. “La motivazione di un progetto culturale attraverso un “festival”, è stata e continua ad essere quella di consegnare non solo ai nativi ma a tutte le persone, giovani ed anziani, raggiungibili attraverso i mezzi di comunicazione “profili” di bovalinesi che rappresentano la “Memoria” storica di un passato nobile incentrato sul lavoro, la famiglia, l’onestà, l’impegno, il sacrificio”. Per il Presidente Nazionale dell’UNLA, Ente Morale, On.le Nino Gemelli si tratta “di un festival dove la memoria  diventa “identità” carica di “valori” per la nuova generazione: uomini e donne responsabilmente artefici della ricostruzione di borghi, paesi e città intere, dalle macerie della guerra e delle calamità naturali (terremoto, alluvioni) e che hanno lasciato soprattutto un segno tangibile della laboriosità, onestà, passione nonché l’amore per i propri figli e la propria terra, sacrificandosi per poter dare loro la possibilità di far parte della società civile.  L’incontro con i nativi diventa quindi un “festival-dedica” della riconoscenza, non come fatto di “ricordo” nostalgico di immagini bensì un insieme dinamico di appartenenza e di profonda e consapevole identità; una “festa”, insomma,  che va nella direzione della riscoperta delle nostre radici e dei valori, grazie alla generazione dei nostri nonni e dei nostri padri, dalla quale siamo nati e cresciuti, noi della seconda generazione che abbiamo dato vita alla terza e che oggi riteniamo abbia bisogno di radici salde e valori condivisi per superare la forte crisi di valori causata anche dall’affievolirsi di “modelli” a cui fare riferimento e dal decadimento della famiglia, pilastro essenziale di ogni società civile”  

L’UNLA attraverso il Centro di Cultura per l’Educazione Permanente con il “Festival”  vuole continuare perciò a  privilegiare soprattutto gli umili: il contadino, la casalinga, i “mastri”  dell’argilla (argagnari), ciabattini, panettieri, commercianti, ristoratori, meccanici, fabbri, sarti, muratori, pescatori, barbieri, carbonai, maniscalchi, ecc., ma anche imprenditori, artisti, intellettuali, uomini di scuola, dipendenti comunali, provinciali, statali, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, della Marina, dell’Aviazione Civile e Militare, Esercito,  tutti coloro insomma che hanno permesso alla nostra società di crescere, in un periodo storico di grande povertà ma che hanno avuto il coraggio di restare saldamente legati al territorio, anche se emigrati,  con la propria famiglia e che grazie proprio a questo alto senso di cittadinanza hanno consentito ai figli di aprirsi al mondo ed affermarsi in tutti i campi in tutti i mestieri, a testa alta, nel nostro e in ogni Paese del mondo.

“Il passato prossimo, ci dice il dott. Nicola La Barbera,  siamo noi che ci siamo abbeverati alla loro fonte, dormito su materassi di foglie di granturco secche o di crine, mangiato pane e olive, fichi secchi. Ma siamo sempre noi, ancora a vivere il presente ed abbiamo quindi il dovere di far conoscere ai nostri figli le forti radici del passato e bere l’acqua della memoria utile a rafforzare i giovani virgulti, nati dai rami dai quali cresce la nuova generazione”.

“Riteniamo che la manifestazione sia un dovere ed una necessità per quest’epoca segnata dall’individualismo e dall’apparenza, da mani che non si tendono e da voci che ricalcano quella di una televisione che idolatra l’immagine e spesso l’annulla dopo averla sfruttata e soggiogata ai propri fini economici creando“bisogni” effimeri, inutili, distruttivi della personalità.

Bovalino, ha commentato il Dirigente del Centro, ma anche tutto il Paese,  deve reimparare a “chiamarsi per nome”, guardarsi, riconoscersi e non rinchiudersi nel proprio ambiente o addirittura scappare dalla propria terra diventata troppo “aspra”, troppo matrigna. Dobbiamo recuperare il tempo perduto ed in fretta. Lo sta facendo la Chiesa chiamando la famiglia e tanti giovani, lo fanno le Associazioni culturali onlus e quelle di volontariato, lo fanno tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Questa seconda edizione, pertanto, servirà a cementare sentimenti di amore e di convivenza civile in un crescendo di laboriosità e legalità nel segno fondamentale della famiglia”.