U.N.L.A. - 4° FESTIVAL DELLA MEMORIA E DELL'IDENTITÀ 2015
LA CELEBRAZIONE DELLA MEMORIA
di Vitaliano Gemelli*

Mimmo Agostini reitera la "FESTA DELLA MEMORIA" per la Comunità di Bovalino.
E’ la pigrizia di inventare un’altra manifestazione?
E’ la necessità di affermare una retorica inconcludente?
E’ un modo per fermare il tempo, che scorre sempre più velocemente?
Conoscendo Mimmo e alcuni esponenti della Comunità di Bovalino penso di poter dire che la manifestazione è la continua ricerca dell’affermazione di una identità della Comunità che inesorabilmente si trasforma, ma che non dovrà perdere le connotazioni fondamentali di un insieme di persone, i cui esempi vengono di volta in volta indicati come "eroi comuni" di una "vita normale", fondata sui principi di onestà e rispetto, senso del dovere e responsabilità verso le persone e le Istituzioni.
Il Papa parla continuamente di Umiltà, di Solidarietà, di Socialità e ogni volta che Mimmo Agostini indica un "nome da ricordare" si riscontrano nel personaggio i tratti vissuti delle sue doti di Umiltà, di Solidarietà, di Socialità.
Questi nostri "campioni", quindi, li ricordiamo per indicarli alla società contemporanea come esempi da emulare in un tempo dominato dall’individualismo e dall’egoismo, che arriva ad emarginare gli anziani e i malati, a considerare possibili aborto ed eutanasia, a far prevalere l’ego smodato piuttosto che l’unione partecipata e condivisa.
La "Festa della memoria" mira a ricostruire la società dalle sue fondamenta, dal suo nucleo fondante che è la famiglia, intesa nella cultura, nella tradizione e nella natura, affermando la "gerarchia affettiva" genitori-figli come il collante che tiene insieme la società, al di là di tutti gli pseudo-modernismi e le conquiste falsamente civili, che rispondono solamente al circuito vizioso dell’egoismo.
Quando in nome dell’evoluzione l’uomo ha violato e brutalizzato i processi naturali si è trovato successivamente a riflettere sui danni non solo fisici e ambientali, ma anche sociali e psicologici che ha causato con la presunzione dell’onnipotenza del proprio intelletto e della propria scienza.
La corsa all’arricchimento smodato ha causato irreversibili danni ambientali ed economici, così come l’adesione alla teoria del "superuomo" ha determinato la più spaventosa guerra mondiale, con cinquanta milioni di morti, il genocidio degli Ebrei e la distruzione di buona parte dell’Europa.
L’evoluzione della società, quindi, non ha un percorso neutro e definito, ma si fonda su scelte di buon senso, che partono dall’affermazione della convivenza pacifica tra le persone e dal rispetto e dalla accettazione delle differenze che esistono tra esse. Il desiderio intellettivo o dialettico di prevalere trova la misura nella accettazione della diversità e definisce la convivenza attraverso il rispetto.
Per questo dobbiamo ringraziare il prof. Agostini, per la nobiltà delle iniziative che si riverberano nella Comunità di Bovalino e in tutti i settori dell’UNLA.
(* Presidente Nazionale dell’UNLA)