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Francesco La Cava

 

Anche se è nato a Careri, il 26 maggio 1877, il dott. Francesco La Cava ebbe a Bovalino come sua seconda patria. Qui vi esercitò la professione medica agli inizi del secolo e qui fece le sue prime scoperte scientifiche, che sorpresero i più illustri scienziati dell’epoca, giovandosi di mezzi esigui e di strumentazione inadeguata.

Fu tra i primi ad occuparsi di patologia tropicali ed a dimostrare il loro autonomo sviluppo anche in Europa.

Finita la I° guerra mondiale, alla quale partecipò come direttore degli ospedaletti da campo, si stabilì a Roma dove il su Studio Medico fu frequentato da nomi illustri della cultura, dell’arte, e della scienza. Furono suoi clienti ed amici, fra gli altri, Mascagni, Cilea, Vincenzo Gemito e lo storico del Cristianesimo Ernesto Buonaiuti. Francesco La Cava oltre ad essere uomo di scienze fu studioso dell’arte, analista attento delle Sacre Scritture e saggista eclettico. Nel 1925 scrisse un saggio con il quale rivelò al mondo la sua scoperta nella pelle di San Bartolomeo, nell’affresco del Giudizio Universale della Cappella Sistina, del volto di Michelangelo. Scrisse illuminati saggi sull’interpretazione teologica di passi di controversa lettura delle Scritture (Ut videntes non videant). Affrontò in un saggio di sorprendente lucidità scientifica e di forte nitidezza espressiva il problema della morte di Gesù Cristo. Morì a Roma il 25 maggio 1958

 

 

 

 

 

 

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