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I Nuovi Gabbiani

Amore a Palinuro         Un giorno tu saprai

 

Nel 1965 il Dirigente dell'UNLA Domenico Agostini,  giovane universitario, acquista a rate una chitarra elettrica ed un amplificatore da 50 w. Quando i due colli vengono consegnati al Centro di Cultura Popolare della popolosa frazione "Pozzo", dove abitava, molti giovani (Mario Verduci, Tony Stipo, Ciccio Capogreco figlio di Nicola, Ciccio Capogreco figlio di Antonio, Mimmo Verduci, Tury Ceravolo, Rorò Ceravolo, Antonio Mittiga, Pasquale Macrì e tanti altri ...) improvvisano una festicciola, e si radunano al Centro per vedere la chitarra elettrica "dal vivo". Una novità

ammirata in televisione, durante le feste di piazza ed in estate al Lido Orsa di Bovalino, Lido Ardor di Ardore e Lido La Rocchetta.  La chitarra appena tolta dal suo fodero cartonato e rivestito in velluto rosso,è extrapiatta: una "Ariston" di color rosso granato e nero.  Il secondo pacco contiene l'amplificatore a tre ingressi: due chitarre e un microfono. Freneticamente viene sistemata la cavetteria. Le prime note sono arpeggiate con  timore ma l'amplificatore irradia il suono per tutta la contrada. Di lì a poco il Centro si popola di giovani e meno giovani. Tra i giovanissimi c'è anche un dodicenne: Pepè Platani (nella foto in alto, accovacciato). E' il                                 

 

Da sinistra: Renato Fragomeni, Mario Talarico, Pepè Platani, Ninì Ingrati, Mimmo Alvaro, Mimmo Agostini - 1966

tocco magico della novità. L'"insegnante" non è un vero chitarrista, è uno "strimpellatore", suona "ad orecchio" ed i suoi riferimenti musicali sono i Beatles, i Rolling Stones, Presley, Twitty, Sedaka, Burke, e poi Paoli, Tenco, Gaber, l'Equipe 84, i Rockes ed altri gruppi molto popolari in quegli anni. il giovane Pepè, quando Mimmo non suona, ripete  i giri armonici di do, la, re, mi, fa, sol, si. Dopo soli due mesi le chitarre elettriche diventano due. La "solista" che continua a  suonare Mimmo, quella di "accompagnamento" Pepè.  Dopo quattro mesi (siamo nel 1966) un altro giovane, Paolo Cacìa, artigiano ed impiegato presso l'industria del legno di "Bricà" acquista in proprio una chitarra basso ed un amplificatore.  Per un complesso beat, manca la batteria. E' a questo punto che entra in scena il ragioniere Antonio Mittiga il quale si fa promotore per organizzare il gruppo. Chiama, dalla vicina Siderno,  Ninì Ingrati,voce solista e batteria (nella foto è con il microfono) e Mario Talarico, organo, (nella foto è il secondo da sinistra)
Il gruppo è affiatatissimo ma il cantante si rende conto che potrebbe esprimersi meglio se ci fosse un batterista. Siamo nel mese di giugno del 1966. Un altro giovane di Siderno entra a far parte del complesso. Si chiama Mimmo Alvaro (è morto a seguito di malattia), un ottimo batterista, fantasioso ma anche, qualche volta, scontroso con i compagni e con il pubblico. Nell'estate di quell'anno  i Nuovi Gabbiani suonano quasi ogni sera ai lidi "Orsa" e "La Rocchetta" di Bovalino e  "Ardor" di Ardore. Le "serate" servono per fare "gruppo". L'anno dopo Paolo Cacìa (il primo da sinistra nella foto) lascia il posto a Renato Fragomeni anche questi di Siderno. Il complesso viene ribattezzato: "The new sea gulls"(I nuovi gabbiani). Incidono negli studi della RAI di Cosenza un 45 giri  per la Fonit-Cetra:
Amore a Palinuro e Un giorno tu saprai.
E' il successo. Ora il complesso è impegnato quasi ogni sera per accompagnare i cantanti nelle tournée in Calabria in occasione delle feste paesane o di concerti nei lidi e per  Intrattenere il pubblico prima dell'esibizione di cantanti famosi. Accompagnano Nelly Fieramonti, Tony Cucchiara, Isabella
Iannetti, Henry Wrigth ed altri ancora. Dalla Locride si spostano  nel crotonese e nel   catanzarese (Pietra Grande di Soverato), poi a Vibo Valentia, poi alla Tonnara di Palmi. Nel 1969 Mimmo Agostini lascia il gruppo per motivi di studio (il motivo vero è che alla  sua fidanzata non piaceva che egli, quasi tutte le notti, restasse fuori a suonare nelle piazze e nei lidi, rientrando al mattino),  e da quel momento  il complesso  risente della sua mancanza. Totò Mittiga ingaggia due sassofonisti "tenori" molto bravi: Armando Barile di Gioiosa Jonica, proveniente dal complesso "The Esotic Sound" e Pasquale Macrì di Bovalino ma residente a Torino dove suonava in un noto complesso della città piemontese.  Con loro il complesso il gruppo continua a suonare nei lidi e nelle feste di piazza riscuotendo ovunque successo. Al lido di Catona, il gruppo incontraz Mino Reitano ed il fratello Franco i quali hanno rivolto apprezzamenti per l'affiatamento e la professionalità dei singoli componenti. Partecipa al Cantasud organizzato da Daniele Piombi e al Comunale Cilea di Reggio Calabria hanno un grandioso successo. Ninì Ingrati incanta il pubblico con la famosissima canzone di Barry Ryan "Eloise" e "Gli occhi verdi dell'amore". Passano il turno ed entrano in finale, classificandosi al quarto posto.  Nel 1970, a Niny Ingrati viene affiancato un giovane di Locri, Basilio Catania, che è cover dei Beatles. L'anno successivo il tastierista Mario Talarico lascia il complesso per trasferirsi a Roma ed a sostituirlo viene chiamato Rirì Cua di Ardore che assieme a Pasquale Macrì, cercano di imporre il gruppo che pur avendo ottimi musicisti non ha più la passione per continuare.  Nel 1972 anche Rirì Cua lascia i Nuovi Gabbiani per trasferirsi a Torino.
Nel 1972 il ragioniere Mittiga, morto il 10 gennaio 2009 per un ictus, dichiara esaurita l'esperienza  riprendendosi l'organo
Hammand, la batteria, la tromba ed il sassofono che sono conservati gelosamente dalla moglie Marcella Calauti, nella sua villa di Marina di Ardore.

 

 

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