U.N.L.A. - Centro di Cultura per l'Educazione Permanente  -  SS 106 Palazzo Comunità Montana "Aspromonte Orientale"   -    Bovalino (RC)

Unione Nazionale per la Lotta contro l'Analfabetismo

u.n.l.a. Bovalino

  

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S TA T U T O

REGOLAMENTO CENTRO DI CULTURA PER L’EDUCAZIONE PERMANENTE

UNLA

BOVALINO (RC)

ADEGUAMENTO ALLO STATUTO DELL’UNLA 

Art. 1

In ossequio allo Statuto dell’Ente UNLA, all’art. 17 dello stesso, ed alle Norme regolamentari dei Centro di Cultura per l’Educazione Permanente (C.C.E.P). il Centro di Cultura per l’Educazione Permanente (in seguito denominato CCEP) di Bovalino è organismo periferico a carattere permanente.

Art. 2

Il Centro programma e svolge le attività di educazione degli adulti e di educazione permanente proprie dell'Unione, nonché corsi di formazione professionale, corsi liberi di qualificazione, attività, in partenariato con le scuole di ogni ordine e grado.

Art. 3

Il suo funzionamento è organizzato secondo quanto stabilito dall' art.3 dell’UNLA e dal Regolamento dei Centri e svolge le attività individuate dall'art. 4 dello Statuto: 

I - l'istruzione, l'orientamento, l'apprendistato e la formazione professionale mediante:

- intese con le autorità locali e col sistema scolastico e università finalizzate alla lotta contro la dispersione scolastica e contro i pericoli connessi di disagio e di devianza minorile;

- programmi di lotta contro l'analfabetismo ed il semi-analfabetismo, attuazione di corsi di recupero scolastico, rivolti a partecipanti nazionali o immigrati;

- corsi anche di livello universitario finalizzati al miglioramento della cultura generale nonché al conseguimento di titoli di studio di diverso grado e di apprendimento delle lingue straniere, in particolare di quelle europee, all'utilizzo delle tecnologie multimediali nonché alle offerte formative mirate a garantire ad ognuno il pieno esercizio del diritto di cittadinanza;

- analisi delle vocazioni territoriali e dei fabbisogni formativi su base comunale, comprensoriale e regionale;

- elaborazione di programmi di formazione e corsi universitari diretti a favorire l'acquisizione di specifiche competenze connesse al lavoro ed alla vita sociale e ad assicurare il diritto alla qualità dell'occupazione, all'evoluzione e personalizzazione dei percorsi professionali relativi anche alle nuove professioni;

- individuazione degli interventi necessari ad assicurare a tutti uguaglianza di opportunità formative lungo l'arco dell'esistenza;

- attività di partenariato col sistema scolastico, con quello delle imprese e con gli Enti locali per la messa in campo di un'offerta permanente rivolta alla specializzazione delle competenze;

- attuazione di progetti, anche pilota, inerenti la valutazione e la certificazione delle conoscenze conseguite;

- corsi di formazione professionale e para-professionale, rispondenti a bisogni ed interessi di giovani ed adulti disoccupati o occupati, desiderosi di elevare il bagaglio delle competenze professionali per l'acquisizione di nuove qualifiche e per l'aggiornamento formativo e corsi universitari;

- iniziative di addestramento professionale, di promozione e sostegno di cooperative;

- attività di assistenza integrativa in favore dello sviluppo di zone depresse nei settori agricoli, del turismo, dell'artigianato e della trasformazione socioeconomica. 

II - Lo sviluppo delle attività di Educazione degli Adulti (EDA), nel quadro dell'educazione permanente, e la formazione degli educatori mediante:

- l'organizzazione di corsi di formazione, di aggiornamento e di riqualificazione professionale del personale docente e della scuola con particolare riguardo ai docenti di alunni in situazioni di handicap fisico o psichico o in condizioni socialmente difficili;

- la stipula di accordi e di intese con le Università italiane ed estere, con i Dipartimenti, le cattedre di pedagogia, di scienze della formazione e di scienze sociali per lo svolgimento di attività di tirocinio di studenti universitari presso le sede del Centro;

- la promozione di processi di aggregazione fra le Associazioni e gli Enti di educazione permanente, nonché di azioni mirate alla diffusione delle attività di educazione permanente, sia sul piano nazionale che internazionale.

III - l'educazione di tutte le fasce d'età all'impiego del tempo libero mediante:

- attività e programmi per il positivo impiego del tempo libero da parte dei giovani e degli adulti anche nei settori sportivi e ricreativi;

- attività ed iniziative corsuali a favore dell'incremento e della migliore utilizzazione di biblioteche, sale di lettura, cineteche, circoli filodrammatici e musicali e della qualificazione degli operatori;

- iniziative a sostegno dell'arte, della musica e della cultura anche mediante

esposizioni, mostre e attività similari;

- programmi, rivolti a giovani ed adulti, diretti a favorire lo sviluppo della consapevolezza e la migliore conoscenza di se stessi;

- programmi speciali di educazione continua  in favore di cittadini socialmente difficili o di gruppi di persone aventi bisogni o interessi specifici (anziani, casalinghe, genitori con problemi familiari, ospiti di enti assistenziali, immigrati comunitari ed extra comunitari e simili);

- attività dirette a diffondere i principi della solidarietà intergenerazionale, del rispetto e della collaborazione interculturale e interetnica.

IV - conoscenza, valorizzazione e tutela del patrimonio ambientale, storico, tradizionale, artistico e culturale mediante:

- attuazione, anche in collaborazione con altri organismi ivi comprese le istituzioni scolastiche, di progetti e programmi finalizzati alla conoscenza, allo sviluppo, alla valorizzazione del territorio ed alla protezione dell'ambiente, nonché di una sensibilità ambientalistica collettiva;

- attività di ricerca sulle origini storiche e sulle particolarità linguistiche delle comunità locali, recupero e diffusione delle tradizioni orali e musicali, tutela del patrimonio artistico, culturale, architettonico ed archeologico locale, a documento della identità di ogni comunità, favorendo il coinvolgimento degli anziani e dei gruppi di volontariato;

- allestimento di musei, mostre permanenti di arte, di storia e di folklore locale;

- attuazione, anche in collaborazione con le istituzioni scolastiche, di progetti e programmi finalizzati alla sensibilizzazione del personale della scuola sia per la trasmissione dell'eredità culturale locale, sia come stimolo a considerare l'ambiente in cui si vive fonte di risorse lavorative, anche ai fini dell'orientamento.

V - corsi, studi e programmi di livello universitario mediante:

- intese con Università, Fondazioni, ed Istituti di ricerca, Comuni, Province, Regioni, per corsi a carattere universitario e programmi culturali di livello superiore;

- programmi di ricerca, convegni e pubblicazioni in collaborazione con Università, Fondazioni, Istituti di ricerca, Enti Locali, Società ed Associazioni produttive sui temi dell'educazione permanente intesa nel senso ampio del termine, come attività che ha inizio nell'età scolare e prosegue lungo tutto l'arco della vita.

VI - viaggi di studio in Italia ed all'estero e collaborazione internazionale mediante:

- organizzazione di visite culturali e di viaggi di studio per la conoscenza dei paesi membri dell'U.E e di quelli extraeuropei specie di quelli con consistente presenza di gruppi italiani; concessione di borse di studio ad educatori italiani e stranieri, a studenti ed a ricercatori, per la partecipazione ad incontri e convegni e per lo svolgimento di ricerche nel settore dell'educazione permanente;

- intensificazione dei rapporti con Enti, nazionali ed internazionali, - governativi e non - e della collaborazione in ordine alla attuazione di programmi in tutti i settori corrispondenti alle finalità dell'UNLA;

- iniziative finalizzate alla diffusione del sapere scientifico, nonché alla costituzione di Musei locali della Tecnica e della Scienza, nell'intento di stimolare i giovani alla ricerca;

- produzione, distribuzione e cessione di materiale didattico anche multimediale in armonia con le norme per l'associazionismo non profit;

- gestione di una rete di postazioni di formazione a distanza;

- stipula di convenzioni, per programmi e collaborazioni con la RAI e con reti televisive e emittenti radiofoniche locali e regionali;

- costituzione di Centri di orientamento e di formazione professionale continua.

Art. 4

Il CCEP di Bovalino è organo periferico dell'UNLA dotato di autonomia giuridica, ed opera in armonia con le direttive dell'Unione Nazionale Lotta contro l’Analfabetismo (UNLA). del Delegato Regionale e del Comitato Direttivo del Centro.

Art. 5

Responsabile del Centro è il Dirigente che è nominato dal C.D. dell’U.N.L.A. sede Nazionale, su proposta del C.D. del Centro e col parere del Delegato Regionale..

Art. 6

Il Centro è dotato di una Biblioteca, videoteca ed emeroteca, ed è stata classificata dalla Regione Calabria quale “Biblioteca d’Interesse Locale. Il Regolamento di Biblioteca e la Carta dei Servizi sono fondamentali per l’attività di prestito e consultazione in sede

Art. 7

Il CCEP di Bovalino rientra nel disciplinare dell’art. 17 dello Statuto Nazionale dell’UNLA ed è regolato dalle norme che seguono

Art. 8

L’organo di consultazione e di indirizzo per le attività, in ossequio allo Statuto dell’Unla Nazionale è il Comitato Direttivo composto di 5 membri tra i quali il Dirigente del Centro

Art. 9

Il Comitato Direttivo dei CCEP è eletto a scrutinio segreto tra gli aderenti locali e dura in carica 3 anni.

Il Dirigente è nominato dal Comitato Direttivo dell’UNLA, su proposta del Comitato Direttivo del CCEP competente. Ove manchi la designazione, il Comitato Direttivo dell’Unione procede autonomamente.

Art. 10

Il Dirigente è responsabile del buon funzionamento del CCEP, ne risponde davanti al Presidente e al Comitato Direttivo dell’Unione e, all’esterno, davanti ad enti o persone con i quali il CCEP entri in rapporto. Per tali attività esterna nessuna responsabilità è imputabile agli organi centrali dell’Unione.

Art. 11

La revisione dei conti è affidata a un Revisore dei conti nominato dal Comitato Direttivo del CCEP tra persone di sicura competenza e affidabilità che può fare parte dei soci del Centro con un titolo professionale adeguato alla funzione.

Art.12

Per diventare soci del CCEP-UNLA, è necessario proporre domanda al Dirigente, motivando la richiesta, nella quale oltre le generalità complete e C.F. dovrà essere allegato un curriculum vitae et studiorum.

La domanda sarà valutata dal C.D. in una delle riunioni e al richiedente sarà comunicato l’esito della deliberazione.

La quota sociale che sarà operativa a partire dal 2014 è fissata in Euro 10,00 annuali. Al ricevimento della quota, verrà rilasciata ricevuta con quietanza da parte del Socio.

Art. 13

Il Dirigente e il Comitato Direttivo elaborano annualmente i programmi di attività CCEP, ne curano l’attuazione, ne verificano la validità e riferiscono con la stessa periodicità alla Sede Centrale. La relazione è pubblicata, a cura dell’UNLA sede nazionale, nel Bollettino dell’Unione.

Art. 14

Gli impegni di spesa relativi ai programmi approvati dovranno essere contenuti nei limiti delle poste del bilancio secondo le modalità appresso descritte. Nessuna spesa potrà essere deliberata senza la connessa preventiva copertura.

Art. 15

Il Registro di cassa del CCEP, è costituito da tre rubriche. La loro gestione è responsabilità piena del Dirigente del Centro.  Nella rubrica A sono previsti i contributi ordinari e straordinari erogati dalla Sede Centrale. La rubrica B contiene contributi ed erogazioni in denaro che dovessero pervenire da enti, istituzioni locali, organizzazioni internazionali e da fonti comunque diverse dai contributi della Sede Centrale. La rubrica C è rappresentata dalle uscite. Le spese di cassa fanno parte del Conto Consuntivo dell’Unla che sarà approvato dal CD Nazionale. Nulla potrà essere imputato alla Sede Centrale per violazione di norme, inosservanze tributarie, liti, arbitrati, o qualunque altro evento che dovesse emergere in ordine alle rubriche su riportate.

Art. 16

L’imputazione delle spese di cui alla rubrica B rientrante nella piena responsabilità del CCEP viene comunicata alla Sede Centrale. Il registro di cassa va presentato al Comitato Regionale di pertinenza per un parere di merito e l’inoltro alla Sede Centrale entro il 28 febbraio di ciascun anno.

Art. 17

Le modifiche allo statuto, su proposta del Dirigente o della maggioranza dei soci, vengono approvate dall’assemblea dei soci risultanti dall’ultimo elenco riferito all’anno in corso. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti.

Art. 18

Per quanto non previsto dal presente regolamento valgono le norme statutarie e quelle del codice civile





Unione Nazionale per la Lotta contro l’Analfabetismo
Ente Morale D.P.R. n. 181 dell’11.2.1952

 

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